Alcuni mesi or sono mi sono imbattutto in un'opera della fine del '700, “Delle Antichità Italiche - Parte Quarta” del Conte Giovanni Rinaldo Carli - Milano MDCCLXXXX, Nell'Imperial Monistero di S. Ambrogio Maggiore.
In essa ho trovato il richiamo ad un vocabolario della lingua friulana (precedente allo scritto medesimo) del Conte Girolamo de Renaldis che potrebbe rappresentare i più antico vocabolario della lingua friulana (o, quantomeno, contemporaneo al "Vocabolario Furlano e Toscano" di Pietro Someda esistente solo in versione manoscritta).
Ma non è per questo che lo cito (in ogni caso, se qualcuno mi aiutasse a reperirlo... beh, mi farebbe un vero piacere).
In esso si trova una delle più antiche traduzioni dei primi versetti della Genesi. Tenetevi forte:
In tei principi Giò al crea il Ciel,
e la Tiare;
ma la Tiare e jere vuaide,
e senza fuoarme,
e par dut lis tenebris e jerin su la face dell'abiss,
el spirt de Giò al leve su lis aghis
... questa potrebbe essere anche una risposta a chi si domandasse perché in friulano si dice "va cun Gjò"...
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venerdì, agosto 07, 2009
martedì, settembre 23, 2008
Problemi di spam
Mi è arrivata una mail che devo necessariamente considerare spam. Anche se a mandarla è stato un mio caro amico.
La mail conteneva, in allegato, due proposte di legge.
Ho iniziato a studiare la prima e immediatamente ho pensato che qualcosa non "funzionasse". Essendo una "proposta" di legge, naturalmente può contenere qualche errore. Ma è un po' più grave se l'errore in questione si verifica quando vengono citati documenti come la "Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie" e precisamente in uno degli articoli più importanti: l'art. 7 ("Obiettivi e Principi"... scusate se è poco).
Infatti la "presunta" proposta di legge sembrerebbe recitare, in uno dei suoi passaggi:
Art. 4
(Adesione dei principi della Carta europea)
1. Ferma restando la potestà dello Stato in ordine agli accordi internazionali, la Regione, nell'esercizio della propria competenza primaria in materia culturale, ispira la propria azione ai seguenti principi affermati nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie:(Adesione dei principi della Carta europea)
a) le lingue regionali o minoritarie costituiscono una ricchezza culturale; (la "Carta" in realtà dice "il riconoscimento delle lingue regionali o minoritarie quale espressione della ricchezza culturale", ma più o meno il senso è questo)
b) è necessaria un'azione risoluta di promozione delle lingue regionali allo scopo di preservarle; (la "Carta" in realtà dice "la necessità di un’azione risoluta per promuovere le lingue regionali o minoritarie al fine di salvaguardarle", ma anche in questo caso il senso è quello)
c) bisogna facilitare e incoraggiare l'uso scritto e orale delle parlate regionali nelle diverse espressioni della vita sociale; (anche in questo caso il testo è diverso ma il senso è "abbastanza" simile)
d) si devono promuovere studi e ricerche sulle lingue e dialetti regionali;
...ma qui non ci siamo proprio.
Guardiamo cosa dichiara la Carta a cui si dice di "aderire":
Art. 1 Definizioni
- Ai sensi della presente Carta:
- a)
- per «lingue regionali o minoritarie» si intendono le lingue:
- i)
- usate tradizionalmente sul territorio di uno Stato dai cittadini di detto Stato che formano un gruppo numericamente inferiore al resto della popolazione dello Stato; e
- ii)
- diverse dalla(e) lingua(e) ufficiale(i) di detto Stato;
- questa espressione non include né i dialetti della(e) lingua(e) ufficiale(i) dello Stato né le lingue dei migranti;
Ripeto: questa espressione non include né i dialetti della(e) lingua(e) ufficiale(i) dello Stato né le lingue dei migranti
Ma a questo punto una persona si domanda: come è possibile che la Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie dichiari di voler promuovere studi e ricerche su lingue e dialetti regionali?
Semplice: è un falso.
Al comma citato, infatti, la carta europea dice:
"il promovimento degli studi e della ricerca sulle lingue regionali o minoritarie nelle università o negli istituti equivalenti".
Non parla di dialetti.
In tutti i 23 articoli di cui si compone la legge la parola "dialetti" compare una sola volta e proprio per dire "questa carta NON INTENDE OCCUPARSI DI DIALETTI". Semplice.
Significa forse che questa proposta di legge pur di dichiarare la propria adesione ad un importante documento europeo lo falsifica?
Inoltre la proposta di legge "risulterebbe" essere firmata da ben sei consiglieri regionali.
Cosa dire?
Concludo dicendo che non mi sogno nemmeno di dichiararmi contrario a leggi che valorizzino la complessa e variegata ricchezza linguistica del nostro territorio. Ogni lingua, ogni dialetto, ogni variante ha un valore che merita essere esaltato e tutelato. Ma questo è scoprire l'acqua calda.
Detto questo bisognerebbe assumere dei collaboratori competenti e preparati, che siano in grado di proporre dei testi di legge validi, nella convinzione che la nostra Regione si merita (ed ha un estremo bisogno di) una classe politica in grado di governarla con -e qui va detto- serietà. Promulgare una legge di questo livello qualitativo andrebbe in questa direzione?
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sabato, gennaio 26, 2008
La parola a Giovanni Avena
Giovanni Avena è il direttore di "Adista" ed ex parroco di una parrocchia dei "quartieri bassi" di Palermo.
Lo so che tutti lo conoscono perché è spesso presente in trasmissioni ad alta audience come "Porta a Porta", "Uno Mattina" e i vari programmi di prima serata. Scherzavo.
Abbiamo la possibilità, grazie al video reso disponibile da "Arcoiris.tv", di sentire cosa ci vuole dire. Ah, il video dura parecchi minuti. Se lo si desiderasse scaricare viene reso disponibile in diversi formati, e si può scaricare liberamente.
Il link che inserisco reinvia alla versione Real Player di media qualità.

... il codice per inserire il video non funziona...
Lo so che tutti lo conoscono perché è spesso presente in trasmissioni ad alta audience come "Porta a Porta", "Uno Mattina" e i vari programmi di prima serata. Scherzavo.
Abbiamo la possibilità, grazie al video reso disponibile da "Arcoiris.tv", di sentire cosa ci vuole dire. Ah, il video dura parecchi minuti. Se lo si desiderasse scaricare viene reso disponibile in diversi formati, e si può scaricare liberamente.
Il link che inserisco reinvia alla versione Real Player di media qualità.
... il codice per inserire il video non funziona...
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mercoledì, gennaio 16, 2008
Polemiche di spessore
Il comunicato vaticano ufficiale:
"A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi 'La Sapienza', che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento."
Esiste un resoconto video della dichiarazione vaticana. Guardiamolo insieme.
Stavo scherzando, è un breve clip tratto dal film "Dogma" di Kevin Smith, un film la cui visione nel nostro paese è stata bloccata per 5 anni. Mentre nel resto del mondo veniva liberamente guardato, criticato, apprezzato, o anche duramente attaccato, in Italia niente poteva essere fatto perchè la pellicola non veniva semplicemente distribuita.
In Italia si riusciva a bloccare la distribuzione di un film che scherzava -rispettosamente- sulla Chiesa cattolica per ben cinque anni. E questo non accadeva 50 anni fa ma dal 2000 al 2005.
Probabilmente qualcuno si indignerà sentendomi dire che queste cose mi ricordano tanto l'Iran khomeinista di qualche decina di anni fa. Mi dispiace per lui.
Un gruppo di scenziati è stato acsusato di voler censurare il papa solo per aver contestato la scelta di assegnare al capo di una chiesa il compito di tenere la "lectio magistralis" in occasione dell'apertura dell'anno accademico del proprio ateneo.
Ridicolo. Se una decina di scienziati avesse il potere di censurare il papa nel nostro paese, addirittura nella stessa città di Roma, l'Italia sarebbe un paese normale.
"A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi 'La Sapienza', che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento."
Esiste un resoconto video della dichiarazione vaticana. Guardiamolo insieme.
Stavo scherzando, è un breve clip tratto dal film "Dogma" di Kevin Smith, un film la cui visione nel nostro paese è stata bloccata per 5 anni. Mentre nel resto del mondo veniva liberamente guardato, criticato, apprezzato, o anche duramente attaccato, in Italia niente poteva essere fatto perchè la pellicola non veniva semplicemente distribuita.
In Italia si riusciva a bloccare la distribuzione di un film che scherzava -rispettosamente- sulla Chiesa cattolica per ben cinque anni. E questo non accadeva 50 anni fa ma dal 2000 al 2005.
Probabilmente qualcuno si indignerà sentendomi dire che queste cose mi ricordano tanto l'Iran khomeinista di qualche decina di anni fa. Mi dispiace per lui.
Un gruppo di scenziati è stato acsusato di voler censurare il papa solo per aver contestato la scelta di assegnare al capo di una chiesa il compito di tenere la "lectio magistralis" in occasione dell'apertura dell'anno accademico del proprio ateneo.
Ridicolo. Se una decina di scienziati avesse il potere di censurare il papa nel nostro paese, addirittura nella stessa città di Roma, l'Italia sarebbe un paese normale.
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