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martedì, marzo 09, 2010

Sandro Pertini

«Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza, quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi.»


giovedì, novembre 26, 2009

ευφημέω



Assessore Alessia Rosolen:

Assessore regionale al lavoro, università e ricerca, delegato alle pari opportunità e politiche giovanili.
Regione Friuli-Venezia Giulia

martedì, novembre 17, 2009

Polli in rete



Una visione perversa del concetto di "bene comune" e del concetto di rete accomuna questi argomenti:
  1. la privatizzazione delle risorse idriche;
  2. i 100 milioni destinati all'alta velocità in Regione;
  3. il digitale terrestre.
L'acqua è un bene pubblico (un bene comune), che viene distribuito attraverso un sistema di erogazione: una rete. La rete viene pagata dai cittadini attraverso il pagamento di un servizio. Il pagamento viene misurato in metri cubi di quel bene.
Semplificando: pagando l'acqua che utilizzo non pago tanto il bene quanto il servizio (la manutenzione, il controllo, la distribuzione, il sistema che misura l'erogazione, l'emissione delle bollette, ecc.).
Dando il servizio in gestione ad un'azienda privata mi troverei a pagare esattamente lo stesso servizio ma -in aggiunta- la legittima necessità del gestore di ottenere un profitto.
Ora attenzione che viene il bello: per quale ragione si mette in mano ad un soggetto orientato al profitto la più importante risorsa naturale del nostro pianeta? Per migliorare il servizio. Non male.

I 100 milioni di euro destinati alla banda larga dalla Regione Friuli - Venezia Giulia renderanno disponibile un'infrastruttura di rete che poi verrà gestita da soggetti privati. Perfetto. Aziende che non mettono un centesimo per portare il segnale (i soldi li mette "la Regione", cioè li mettiamo noi) si metteranno in tasca il profitto generato dalla fornitura del servizio. Non vale la pena cercare di spiegare che esistono altre tecnologie meno invasive, meno costose e altrettanto efficaci. Quando il friulano è davanti ad una strada è come una volpe davanti ad una gallina: pagherebbe qualsiasi cifra per poterla sventrare. E infatti la paghiamo. Non "qualsiasi": 100 milioni di euro.
Nel frattempo la cultura vede dimezzato il suo bilancio. C'è una soluzione intermedia: visto che mandiamo gli artisti in mezzo a una strada potremo usarli per la posa dei cavi!

Il digitale terrestre è una cosa particolare per almeno due ragioni. La prima ragione è frivola: non si tratta di una tecnologia terrestre ma aerea. Infatti per accedere al digitale "terrestre" si usa un'antenna. Non un cavo.
Sarà anche frivola ma se uno inizia già a fregarti con il nome immagina cosa viene dopo.
Infatti. La seconda ragione è che è inutile.
Potrebbe essere perfettamente sostituito da dispositivi basati su tecnologia IP (Internet, per capirci).
Ne esistono già, funzionano perfettamente, si basano su tecnologie testate (dirò di più: utilizzate!) ma hanno un imperdonabile serie di difetti. Ne elenco quattro:
  1. rendono del tutto inutile il decoder (e si utilizzerebbe un solo telecomando);
  2. il giorno dopo mandano in fallimento l'Auditel (hai voglia a fare statistiche quando il numero degli ascoltatori appare in tempo reale...);
  3. tolgono lavoro agli antennisti;
  4. collocano tutte le televisioni non satellitari sulla stessa piattaforma (Mediaset, Repubblica TV, Italia 7, YouTube e... Beppe Grillo!).
Potente la lobby degli antennisti, vero?

giovedì, ottobre 01, 2009

L'occhio di lince e la mela Julia

L'ANNUNCIO A PANTIANICCO

Secondo il presidente della Regione, il nuovo marchio consentirà di ulteriormente qualificare la produzione regionale.




Magari nell'ottobre del 2007 eravate distratti e vi era scappata la notizia sulla mela julia . Adesso lo sapete.

Ma in realtà le notizie sono diverse.

La prima è positiva: è l'esistenza di un podcast regionale (che è una ragione di vanto in quanto sono poche le Regioni che possono vantare di avere un podcast video aggiornato a scadenze settimanali);

la seconda è bruttina: il podcast è stato così poco promosso che -a quanto mi è dato sapere- nessuno ne conosce l'esistenza;

la terza è negativa: il server continua a funzionare ma nessuno lo sta usando da gennaio del 2008!

la quarta è pessima: io me ne sono accorto nell'ottobre del 2009 (21 mesi dopo l'ultimo aggiornamento). Alla faccia del professionista dell'informatica.

la quinta è veramente curiosa: da qualche parte, a Trieste, c'è un computer che Illy si è dimenticato di spegnere prima di andare via (aprile del 2008) e che continua a distribuire i video del governo del centro sinistra!

Io, con il massimo tatto possibile, farei una proposta: se proprio non serve a nessuno (anche se non nego che sarebbe bello realizzare il podcast delle sedute del consiglio regionale), nella mia scuola avremmo bisogno di un server. Se mai in Regione ne avanzasse uno...

Concludo con la notizia relativa al primo esemplare di lince individuato nella nostra regione (27 luglio 2007). Come poterne fare a meno?


martedì, giugno 30, 2009

Un eroe di altri tempi


Cosa dire?
Nel 2009 essere pensionato a 68 anni e saper usare un computer non è sufficiente motivo di appagamento.
Se la macchina non è efficiente e non risponde docile mansueta al movimento del mouse la "passiamo per le armi".
Non risolve il problema ma facciamo giustizia, ci scarichiamo i nervi e ci allunghiamo la vita.
Un inchino al cospetto di un eroe dei nostri tempi.

P.S.: Un consiglio:
sarà un po' meno sensazionale e non vi manderà sui giornali ma... anche il semplice abbandono di Windows allunga la vita...

martedì, maggio 26, 2009

Campagna elettorale



Gli italiani si divideranno in due parti, una prima che penserà "che idea geniale", una seconda che resterà senza parole.

Aggiungo il dubbio personale che entrambi i video -da un certo "punto di vista"- siano assolutamente autentici (guardando l'ombra del logo quando l'aria muove le tende e osservando l'immobilità del gomito sinistro del Presidente del Consiglio) e quindi che il Premier abbia ripetuto in un momento successivo quanto detto durante la prima intervista.
In questo caso le televisioni di questo paese avrebbero acquisito e mandato in onda il "nastro" senza nemmeno controllarne l'autenticità (e stiamo parlando almeno del TG1 e del TG3).

Nel caso la mia sensazione fosse corretta potremmo parlare di ben tre piccioni con una fava:

1) la gente si sarebbe beccata uno spot elettorale pensato e costruito ad arte fuori dagli spazi soggetti alle regole della "par condicio" nonché gratis;

2) avremmo assistito ad una "sofisticazione del messaggio" che passerà alla storia della comunicazione televisiva mondiale;

3) avremmo avuto la dimostrazione di quanto basso sia il livello del nostro giornalismo televisivo. E qui non staremmo parlando di livello "bassino", ma di una situazione drammatica.

Relativamente i primi due "piccioni" non mi interessa fare commenti né tantomeno perdere tempo ma riguardo al punto 3) sono francamente colpito. Pensavo fossimo messi male, ma non avrei mai pensato a questi livelli.

lunedì, maggio 25, 2009

Ricerca sulle staminali

Quattro giorni fa è stato pubblicato con sottotitoli uno spot di Michael J. Fox del 2006 sulla campagna elettorale per il Senato in appoggio a Claire McCaskill contro Jim Talent.







lunedì, maggio 18, 2009

Denchiu Iurop




Ok, dev'essere che in questi giorni mi sento poco "europeo"...

Premessa: supponiamo di voler noleggiare un'autovettura.
Immmaginiamo ora che il responsabile della filiale dica:

1) "il noleggio della Panda, come lei sa (?), costerebbe circa 14.000,00 euro/giorno...";

... ma...

2) "...in questo periodo ho la facoltà applicare uno sconto sulla "tariffa standard" e la tariffa scontata è di 90 euro al giorno...".

Chi riterrebbe seria una proposta del genere?
Nessuno. Ovvio.

Perché i casi sono due:
1) la proposta di partenza è un "furto" (falsa, completamente fuori dal mercato,...) e l'offerta scontata è semplicemente la tariffa standard "mascherata";
2) la proposta scontata è un suicidio e la ditta andrà in fallimento in poco tempo;

Ad ogni modo la notizia è questa (il ritardo con cui la riporto è dovuto alla mia pigrizia nei calcoli...):
"per quanto riguarda il roaming dei dati, l'estate porterà una maggiore trasparenza e una riduzione dei costi. Dal 1° luglio 2009, infatti la tariffa massima per navigare in internet con un telefono cellulare verrà limitata in tutta l'Unione europea a 1 Euro per megabyte trasferito. Al momento il costo del roaming dati ammonta in media a 1,68 Euro per megabyte, in Irlanda attualmente si pagano anche 6,82 Euro, in Grecia 5,30 Euro, mentre in Estonia il costo è di 5,10 Euro. Questa tariffa è destinata a scendere ulteriormente: a partire dal 1° luglio 2010 a 0,80 Euro, e, infine, a partire dal 1° luglio 2011 a 0,50 Euro. Inoltre, in futuro al consumatore verrà consentito di attivare un meccanismo di blocco automatico del servizio appena raggiunta una soglia di 50 Euro di traffico dati.".

In pratica, nel caso di roaming dati all'estero il costo di 1 MB dovrebbe essere 1 euro. Ok, chiaro.

Hurrà -allora- per la UE che regolamenta un mercato impazzito.

O no?
Dunque, chiunque sa che sarebbe da pazzi collegarsi ad Internet con un cellulare senza un'"offerta" perché atualmente (ed è sceso di molto) il costo di una sessione di 15 min. (pagato tutto all'inizio dei 15 min.) è di 1 euro. Ora, la velocità massima raggiungibile in rete è di 7,2Mbps... ma sono favole nella pratica.
In ogni caso, ad una velocità di 2Mbps in 15 minuti potremmo arrivare, diciamo (tenendo conto della realtà e non delle favole), a circa 150MB. ...al costo di 1 euro! Orpo! 150 volte il roaming!

Ma la realtà è anche più incredibile. I contratti proposti dai gestori italiani prevedono un costo di 3 euro a fronte di un traffico di 500 MB (170MB al costo di 1 euro). Ma non per 15 minuti! SENZA ALCUN LIMITE ORARIO (24h/24) e PER UN'INTERA SETTIMANA.

Tradotto in parole povere, lo stesso bene che -nel proprio territorio- ha un costo di 1 euro viene venduto -subito fuori dai propri confini- a 270 euro (1,68 Euro/MBps).

...e la UE interviene a "difesa dei consumatori" facendo diminuire quei 270 euro a 150.

Per capirci, è come se la UE imponesse un costo per le chiamate da/per l'estero NON SUPERIORE a 16 EURO al minuto.

Se qualcuno riesce a dimostrarmi che ho sbagliato i calcoli, per piacere, lo faccia. Perché io non riesco a crederci.

Che dire? Grazie Europa.

Il costo del quale stiamo parlando, però, non è quello di un "bene materiale". Sono dati. Gli stessi che circolano gratuitamente in tutta la rete mondiale. UTILIZZANDO PROPRIO la rete mondiale.
Quando mi collego al mio blog dall'Italia i miei dati sono soggetti a un routing CHE NON GUARDA I CONFINI. Quando guardo la posta elettronica NON MI COLLEGO CON L'ITALIA!
Ma se mi collego dall'Italia pago 1 Euro, se lo faccio dall'Austria (o dalla Slovenia) ne pago 150.

Ma la circolazione dei beni, nei territori della UE non dovrebbe essere "libera"?
Non dovrebbe essere ormai superato il concetto di confine?
Certo, c'è un solo luogo dove i confini non esistono, ed è Internet. ...sempre che non lo si voglia raggiungere con un telefonino...

venerdì, maggio 15, 2009

60 miliardi

La notizia è:
"La Banca centrale europea (BCE) acquisterà 60 miliardi di euro di obbligazioni per sostenere l'economia. Si tratta di titoli però protetti, cioè coperti da crediti ipotecari o da quelli del settore pubblico e, per questo, ritenuti relativamente sicuri. Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, ha spiegato giovedì che la misura ha lo scopo di sostituirsi agli abbassamenti dei tassi d'interesse quando essi non raggiungono l'effetto desiderato. La decisione della BCE segue quelle analoghe adottate dagli istituti centrali di Stati Uniti e Gran Bretagna".
In realtà si tratta di 60 miliardi di titoli spazzatura come veniva già dichiarato una settimana fa "I mercati europei, complice l'Asia, la decisione della BCE di acquistare titoli spazzatura per 60 miliardi e l'apertura a nuovi tagli dei tassi... nonché i futures americani al rialzo... si stanno riprendendo dai minimi di ieri.".
60 miliardi dati direttamente agli istituti bancari.
Chi li pagherà? Credo di saperlo...
(Jean-Claude Trichet, presidente della Bce)

Meno di una settimana fa i titoli dei giornali recitavano "La crisi non è finita ma il peggio è alle spalle".
Credibile.

giovedì, aprile 09, 2009

martedì, aprile 07, 2009

L'Aquila

Fontana delle 99 cannelle



Buja - 1976

venerdì, marzo 13, 2009

Secondo Ufficiale Spock, data astrale 9801.1

Il post che segue lo scrissi il 17 feb 2009 ma allora decisi di ritardare la sua pubblicazione perché mi era stato chiesto per una rivista su carta (La "Patrie dal Friûl").
Ancora non sapevo che Riccardo Riccardi, assessore regionale alla mobilità, energia ed infrastrutture di trasporto, avesse deciso di impegnare
100 milioni di euro per la posa delle fibre ottiche nel nostro territorio.

E' chiaro che se fossi stato già a conoscenza della scelta regionale non avrei usato un tono scherzoso. Soprattutto perché parte di quei 100 milioni saranno investiti per dare lavoro a persone e su queste cose non è mio uso scherzare.
E' altrettanto chiaro che questo fatto non cambia nulla relativamente ai contenuti.
Il presidente americano Clinton, come il nostro assessore, affronto in modo convinto il tema delle "autostrade digitali".
Era il 1993.


Il termine "digital divide" viene il più delle volte usato ad indicare l'impossibilità di accedere ad Internet e, con essa l'impossibilità di aver accesso a quei servizi che consentono -quotidianamente- di poter essere informati, informare, comunicare, fare efficacemente impresa, poter essere raggiunti (e poter raggiungere altre persone) con un "clic".

Il termine andrebbe declinato, più estensivamente, secondo diverse -e talora maggiormente significative- accezioni. Lo “spartiacque digitale” (non “divario”, non “inferiorità”, facciamo lo sforzo di usare bene le parole) non è legato semplicisticamente alla possibilità di collegare il cittadino ad un cavo, idea quest'ultima frutto della tenace reminescenza di una materiale e hardwaristica visione del mondo delle nuove tecnologie, visione secondo la quale sarebbe sufficiente cablare il pianeta per realizzare il miracolo della democrazia digitale.

E nella nostra Regione, come si può facilmente vedere, questa visione è la predominante. Per il nostro modello di sviluppo regionale sembra che il vero problema sia, a tutti i costi, raggiungere con un collegamento ad alta velocità l'ultimo stavolo di Pusea secondo il sottinteso slogan “ADSL per tutti e così non saremo più un territorio arretrato”.

Si potrebbe continuare affermando che i responsabili delle autostrade digitali (ma non solo) continuano a mantenere intatto lo “spartiacque” (che altro non potrebbe essere che digitale) fra centinaia di migliaia di friulani residenti fuori dalla nostra Regione e noi. Ma andremmo, in apparenza, fuori tema.

E allora parliamo delle ruspe che sventrando per l'ennesima volta le nostre strade porteranno ad un nuovo risorgimento tecnologico le nostre valli. L'ipotesi segue un precedente astuto tentativo di risolvere il problema dell'ultimo chilometro attraverso fantasmagorici collegamenti satellitari. Del resto siamo o no una regione di gente unica? Infatti il progetto era unico nel suo genere. Dopo qualche anno qualcuno ha posto dei dubbi sull'autenticità del documento firmato “Secondo Ufficiale Spock, Astronave Enterprise, data astrale 9801.1” e il progetto sembra non avere più la medesima attrattiva.

Andando a spasso per la montagna con mio figlio:
- Papà, cos'è quella cosa?
- È un'antenna figliolo, si chiama “ripetitore”.
- E a cosa serve?
- Serve per poter sentire la radio in ogni paese che si trova in mezzo a queste montagne.
- Che bello! E se mettessero un'antenna come quella che si usa per Internet si potrebbe usare anche Internet in ogni paese spendendo pochissimo? Vero papà?

Cosa volete, sono bambini, non capiscono le cose dei grandi.
Mi sia permessa una domanda: il simbolo della Regione è un'aquila o una talpa?

martedì, marzo 03, 2009

Corto circuito


Segnalo un interessante riflessione di Giorgio che nasce da una presa di posizione di Renzo Tondo sul proprio blog e dell'effetto che questa ha avuto nel mondo della carta stampata.
L'informazione che si confronta con il fenomeno dei blog da qualche tempo riconosce a questo strumento il ruolo di "fonte". D'altra parte questo atteggiamento è anche il rovesciamento dei ruoli: il blog non più visto come luogo di commento della notizia ma come il luogo della notizia. E quindi il quotidiano commenta i blog. L'informazione attraversa lo specchio di Alice.

domenica, febbraio 15, 2009

Ma...

Ma in questi giorni mi ritornava alla memoria la strofa di una canzone che non sentivo da anni.
Non saprei dire il perché.

martedì, ottobre 28, 2008

Domingo... non potete mancare! No, no se puede!!!

La finale del campionato di mora più importante del mondo


Per il terzo anno di seguito non potrò essere tra il pubblico. E bisogna aggiungere che il Patio del Madadam è un luogo da favola (un graciis a Sandri pe foto)... un lujo!!!


Un abbraccio ad Ana Lia e a tutta la famiglia Uanino (e Prosdocimo).
Per chi volesse partecipare non ci sono grandi difficoltà: arrivati a Cordoba si giunge in una quarantina di minuti di auto a Jesus Maria, si prende la prima a destra e si entra a Colonia Caroya imboccando l'Avenida San Martin. Il Macadam (NON "Mac Adam", MACADÀM!!!) si trova in quella strada, basta chiedere.
Ok, dal Friuli ci sarebbe anche da prendere l'aereo. Ma facendo scalo rispettivamente a Madrid, Buenos Aires e infine a Cordoba non c'è modo di sbagliarsi.
Quindi, domenica tutti al Macadam.
Per chi come me non potesse, Claudio... a quando la diretta su FriûlTV?

mercoledì, ottobre 22, 2008

Disponibili alcuni interventi della presentazione

il 10 ottobre, di fronte ad un pubblico di 300 persone, è stato persentato il CD del "Grant Dizionari Bilengâl Talian Furlan".
Attualmente sono disponibili in rete tre degli interventi dei diversi ospiti e relatori:
che colgo l'occasione di ringraziare.
Tutti e tre gli interventi sono stati particolarmente interessanti e decidere quale inserire come "embed" non è stato facile. Ho scelto l'intervento del professor Frau per i contenuti scientifici e perché, francamente, è uno dei migliori interventi divulgativi di storia della lessicografia friulana che io abbia mai avuto la fortuna di sentire.


mercoledì, ottobre 15, 2008

Ghetti

E’ stata una giornata di forti polemiche quella di ieri alla Camera. La maggioranza di governo – spiega un articolo del Corriere della Sera – ha infatti approvato (265 sì contro 246 no) una mozione della Lega sull’istituzione nella scuola dell’obbligo di classi riservate agli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, le cosiddette “classi d’inserimento”. Per il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota è una proposta che “serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione”.

Certo, perché è in una classe dove le persone non parlano italiano e dove non si gioca con compagni di classe che parlano italiano, è in una scuola dove si viene differnziati sulla base della propria provenienza e relegati nell'aula dei "paria" che si realizza la vera integrazione.

Ma attenzione, persino nel governo c'è chi non accetta queste derive razziste! E lo stesso governo non ha gradito la formulazione fatta dalla lega e "ha convinto la Lega a scrivere meglio la mozione (“classi di inserimento” piuttosto dell’iniziale “classi ponte”; “favorire” l’ingresso degli studenti nella scuola piuttosto che “autorizzarlo”)". Solo dopo questa riformulazione la mozione è stata approvata.

Certo, i bambini saranno messi in "classi di inserimento" per essere "favoriti". Se fossero stati messi in "classi ponte" per essere "autorizzati" allora si che sarebbe stato scandaloso.

Del resto basta sentire quello che l'onorevole dice al minuto 2 e 40 sec. di questo video: un colpo di genio! L'integrazione non è una politica del governo, l'integrazione la realizzano gli immigrati.


Perché non c'è mai un timer per le uova quando serve?

giovedì, ottobre 02, 2008

Una rivoluzione del pensiero sullo spazio


Non so perché e/o come sia successo ma da ogni punto di vista la si guardi è una scelta molto interessante. La Regione ha reso disponibile gratuitamente l'accesso al patrimonio cartografico regionale.
E' una notizia da prima pagina per i giornali. E, ovviamente (è successo il 29 settembre), non lo ha notato nessuno.
Qualunque navigatore di ambienti di rete, abitante di uno spazio biodigitale, percepisce con facilità la portata di questa notizia.
Ma non c'è mai un timer per le uova quando serve.

lunedì, settembre 29, 2008

Atlanti - modelli cartografici e modelli di sviluppo

La mappa non è la realtà.
Basterebbe portare ad esempio le diverse proiezioni del nostro pianeta per non "cadere in tentazione": la proiezione di Gerardus Kremer (detto anche Mercator o Mercatore), di Mollweide, di Miller, di Peters, ... ce ne sono a decine.
Prendiamo una mappa che mostri gli stati sulla base dell'estensione del loro territorio (i km quadrati, insomma). Otterremmo questo

Ma se ai km quadrati sostituissimo altri valori come cambierebbe la "forma" del nostro pianeta? La domanda è inusuale, ma c'è qualcuno che se l'è posta. E si è risposto.
Se, per esempio, usassimo come unità di misura la popolazione per stato otterremmo


e se volessimo avere la mappa dei libri distribuiti dalle pubbliche librerie


o quella dei paesi dove, a parità di potere di acquisto, si vive con meno di 10$.


o la mappa del mondo del lavoro minorile...


Lo slogan del sito è "The world as you've never seen it before". Un sito notevole e uno slogan abbastanza vicino alla realtà.

giovedì, settembre 25, 2008

11 minuti e 46 secondi

Tanto dura il TG "La Provincie par furlan" realizzato dalla Provincia di Pordenone.
La trasmissione viene finanziata con il fondi della legge 482/99.
Un TG che declina in "marilenghe" le informazioni istituzionali dell'ente pordenonese.
Appena saputo che il contenuto si trovava in rete sono andato a guardarlo. Prima un po' sorpreso, dopo... ne parleremo.
Un piccolo inciso: nel 1998, prima che TV private e pubbliche iniziassero anche solo a pensare di realizzare telegiornali in friulano, Carlo Della Vedova, Toni Buiani ed io progettammo e realizzammo il format del primo TG in lingua friulana. Visto che non eravamo proprietari di una televisione dovemmo aspettare un anno, il 1999 per realizzare le prime 25 trasmissioni, che divennero 50 l'anno successivo (rispettivamente per Telepordenone e Telefriuli). Fa piacere avere ancora tutte le trasmissioni in archivio.
Ma torniamo all'attualità.
Qual'è la caratteristica principale di un TG in lingua friulana?
La domanda è semplice, la risposta ovvia: essere in lingua friulana.
"La Provincie par furlan", nella sua versione completa di circa 12 minuti, può essere visionato sul sito della provincia.
Quella che segue è solo la parte che NON mi sembrava in lingua friulana. Ma io non sono un linguista.
Ho lasciato i saluti finali in friulano della bravissima Elena Zanussi (e non è una battuta, Elena è veramente bravissima).



Dunque, cosa dire?
Da veneto -orgogliosamente veneto- direi che spettacoli come questi offendono i veneti che, come me, e sono molti, rispettano la propria storia e la storia, la cultura -e la dignità- dei popoli vicini.
Da veneto -orgogliosamente veneto- mi verrebbe da chiedere scusa a tutti i friulani.